Embeddo qui sotto un video molto interessante, girato nella riserva naturale di Anzio e montato sapientemente dal mitico Gianluca, montatore qui a SKY TG 24.
Qoob_Attimi interessanti
Pubblicato su pensieri con i tag musica, Sky, videoclip il Agosto 12, 2008 da tonyLL Cool J, quando gli anni ‘80 anticipano il futuro
Pubblicato su pensieri con i tag .80's, hiphop, llcoolj, snoop, youtube il Agosto 11, 2008 da tonyLiberamente tratto da una discussione di altissimo livello culturale con il mio capo Cristian sull’hip hop anni ‘80. Un paragone reso possibile grazie a youtube: un cortocircuito stilistico, due leggende dell’hip hop, ma chi cita e chi viene citato? Guardare per giudicare:
Youtube olimpico
Pubblicato su ComunicAzione, Tv, web con i tag olimpiadi, pechino, youtube il Agosto 5, 2008 da tonyAntonio Dini sul Sole 24 Ore parla giustamente di una svolta: youtube, l’antitelevisione, per la prima volta si interfaccia con il pubblico attraverso un servizio molto simile alla televisione tradizionale, mandando online. attraverso brevi clip, il the best of delle imminenti olimpiadi. Per saperne di più leggete QUI
Lezioni di giornalismo digitale
Pubblicato su ComunicAzione con i tag course, digital, ito, joi, journalism il Luglio 28, 2008 da tonyJoi Ito, un insegnante d’eccezione
per un corso eccezionale:
Radiohead, nuovo video con Google Code
Pubblicato su web con i tag google code, radiohead, youtube il Luglio 17, 2008 da tonyIn Radiohead’s new video for “House of Cards”, no cameras or lights were used. Instead, 3D plotting technologies collected information about the shapes and relative distances of objects.
Il video è stato realizzato con Google Code, lo stesso programma utilizzato per Street View. E’ open source, quindi liberamente modificabile dagli utenti, che ci stanno già provando su youtube. Ancora una volta i Radiohead si dimostrano un passo avanti a tutti, una band che non ha paura di sperimentare, caso più unico che rara nel panorama musicale di oggi. Chapeau!
La BBC smitizza Babelgum
Pubblicato su MEDIA con i tag accordo, babelgum, BBC il Luglio 11, 2008 da tony
Pubblico da Tommaso Tessarolo la notizia del recente accordo di distribuzione siglato dalla “vecchia zia” BBC con la web tv Babelgum dell’ex presidente di Fastweb Silvio Scaglia:
BBC Worldwide, the commercial arm of the BBC, today announces that it has signed a global deal with Internet TV platform Babelgum to provide clip content from a range of natural history, travel and other factual shows in the BBC Worldwide portfolio.
Under the deal BBC Worldwide will provide a variety of short-form content from a range of programmes including a number of David Attenborough documentaries in addition to Tribe and Top Gear for viewing on the Babelgum platform. Clips shown on the service will be supported by advertising and made available through three new branded channels: “BBC LoveEarth” and “BBC Knowledge” available today and “BBC Entertainment” early next week.
The deal with Babelgum represents a move by BBC Worldwide, the BBC’s commercial arm, to further broaden the reach of its content to new channels and outlets, to engage with audiences around the world.
An independent Web TV platform supported by advertising, Babelgum combines the full-screen video quality of traditional television with the interactive capabilities of the internet, offering professionally produced and copyright protected programming on-demand to a global audience.
Babelgum’s CEO Valerio Zingarelli, said: “BBC Worldwide has some of the best known and most loved content in the world. We are glad to be able to offer a wide variety of programmes as short-form content tailored for the internet. These include shows with a massive international following such as Top Gear, Tribe and Galapagos. The BBC brand is known around the world and by bringing these brands to the Babelgum platform we further emphasise our position as a leading player in the internet TV space and a point of reference for Nature and Science’s passionate audiences.”
Jemma Adkins, Head of Content and Development, Digital Media, BBC Worldwide, said: “Babelgum’s focus on natural history and the environment is a great fit for us. We’ve got a wealth of content in this genre and we’re excited about making it available to Babelgum’s users around the globe. Babelgum is an innovative player in the market and a great way of reaching out to an audience that perhaps doesn’t see our content on more traditional channels.”
il “pacchetto vita” su eBay
Pubblicato su web con i tag ebay, vendesi, vita il Giugno 23, 2008 da tony
(ANSA) – LONDRA, 23 GIU – La voglia di mollare tutto e calarsi in toto nella vita di un altro non manca, a giudicare dal successo di un’asta organizzata su Internet da un inglese che ha deciso di vendere in blocco al miglior offerente casa, automobile, moto, barca, vestiti, amici e persino il posto di lavoro in un negozio di tappeti. Un dollaro era il prezzo di partenza e dopo poche ore si era gia’ schizzati sopra il milione, con piu’ di cento puntate.
Incominciata ieri, come era stato annunciato a marzo, l’asta su E-bay si concludera’ domenica prossima. C’e’ quindi ancora tempo per farsi sotto se si e’ stanchi della propria esistenza e si vuole subentrare a quella di Ian Usher, di 44 anni, nel Paese dei Canguri, per l’esattezza a Perth.
Dal ‘pacchetto’ manca soltanto una moglie e si capisce: l’inglese – emigrato sei anni fa in Australia dove ha fatto i piu’ disparati e avventurosi mestieri – ha messo in vendita la sua vita su E-bay proprio perche’ vuole dare un taglio netto con il passato dopo che Laura, “la migliore ragazza del mondo”, l’ha piantato l’anno scorso.
“La mia vita qui – ha spiegato a marzo quando ha preannunciato l’inconsueta asta per il periodo 22-29 giugno – e’ fantastica ma voglio chiudere e incominciare daccapo altrove. Per questo vendo tutto, dal contenuto del mio guardaroba al bollitore, dai coltelli all’automobile”. La vendita dell’intero “pacchetto di vita” gli e’ sembrata piu’ spedita e pratica rispetto a quella a spizzichi e bocconi.
L’iniziativa in apparenza sta dando i suoi frutti: alla fine della prima giornata la riserva d’asta (500.000 dollari australiani, circa 290.000 euro) era stata superata in modo spettacolare e si viaggiava sui due milioni di dollari australiani.
Con i soldi dell’asta Ian Usher conta di girare il mondo da un capo all’altro, poi vedra’ dove stabilirsi.
Sotto il profilo materiale il “pacchetto vita” all’asta su Ebay non sembra male: Usher risiede in una ariosa villetta con tre camere da letto a circa mezz’ora di treno dal centro di Perth. Oltre ad un’auto Mazda ha una moto Kawasaki in grado di fare duecento chilometri all’ora, tutta l’attrezzatura per il surfing e per il diving e un grande televisore con schermo piatto. Nemmeno da buttare e’ il fatto che Perth e’ inondata dal sole per gran parte dell’anno e gode di un ottimo clima.
Finora le offerte d’acquisto per la ‘Life on Sale’ sono piovute per circa il 50% dall’Australia e per l’altro 50% dal resto del mondo, Gran Bretagna in testa. Tenendo conto che la vicenda ha avuto una risonanza mediatica mondiale chi subentrera’ nelle scarpe di Ian Usher (e nei suoi jeans taglia 32) potra’ anche contare su qualche minuto di effimera celebrita’ planetaria. (ANSA).
Blogger, tanto fumo molti arresti
Pubblicato su ComunicAzione con i tag arresti, blogger, studio, University of Washington il Giugno 17, 2008 da tonyMore bloggers than ever face arrest for exposing human rights abuses or criticising governments, says a report.
Since 2003, 64 people have been arrested for publishing their views on a blog, says the University of Washington annual report.
In 2007 three times as many people were arrested for blogging about political issues than in 2006, it revealed.
More than half of all the arrests since 2003 have been made in China, Egypt and Iran, said the report.
Jail sentence
Citizens have faced arrest and jail for blogging about many different topics, said the World Information Access (WIA) report.
Arrested bloggers exposed corruption in government, abuse of human rights or suppression of protests. They criticised public policies and took political figures to task.
The report said the rising number of arrests was testament to the “growing” political importance of blogging. It noted that arrests tended to increase during times of “political uncertainty”, such as around general elections or during large scale protests.
Jail time followed arrest for many bloggers, said the report, which found that the average prison sentence for blogging was 15 months. The longest sentence found by the WIA was eight years.
It acknowledged that the true number of bloggers arrested could be far higher than the total it found as, in some cases, it proved hard to verify if an arrest had taken place and on what grounds.
For instance, it said the Committee to Protect Bloggers has published information about 344 people arrested in Burma – many of whom are thought to be be bloggers – but the WIA could not verify all the reports.
It also noted that many nations, perhaps as many as 30, imposed technological restrictions on what people can do online. In nations such as China this made it difficult for people to use a blog as a means of protest.
The report pointed out that it is not just governments in the Middle East and East Asia that have taken steps against those publishing their opinions online. In the last four years, British, French, Canadian and American bloggers have also been arrested.
The report predicted that the number of blogger arrests in 2008 would exceed the 36 seen in 2007 thanks to greater popularity of blogging as a medium, greater enforcement of net restrictions, and elections in China, Pakistan, Iran and the US.
Il mondo in Lego
Pubblicato su ComunicAzione con i tag lego, storia il Giugno 16, 2008 da tonyRiporto da Toysblog questa bellissima storia, anzi, Storia. Raccontata con i lego. La pazza idea di Mike Stimpson

Inside Guantanamo
Pubblicato su information over war con i tag america, guantanamo, terrorismo il Giugno 9, 2008 da tonyPubblico questa notizia abbastanza clamorosa che arriva dalla France Press:
(AGI/AFP) – Washington, 8 giu. – I responsabili degli
interrogatori nel carcere di Guantanamo hanno l’ordine di
distruggere gli appunti scritti a mano qualora siano chiamati a
testimoniare sul trattamento dei detenuti. Le istruzioni sono
contenute in un manuale operativo del Pentagono, ha denunciato
l’ufficiale di Marina Bill Kuebler, difensore di uno dei piu’
famosi detenuti di Guantanamo, Omar Khadr, il
pakistano-canadese accusato di aver ucciso un militare
americano in Afghanistan nel 2002, quando aveva solo 15 anni.
Secondo Kuebler l’ordine di distruggere gli appunti scritti
a mano era contenuto nel Sop (Standard Operating Procedures),
il fascicolo fornito dal Pentagono ai carcerieri di Guantanamo.
Una conferma a questa informazione potrebbe imporre un riesame
del caso di Omar Khadr e di molti altri detenuti di Guantanamo.
Secondo il difensore di Khadr, infatti, “la sistematica
distruzione dei verbali di interrogatori trascritti a mano
dimostra che il governo americano ha intenzionalmente privato
la difesa di prove cruciali nella ricostruzione del caso
Khadr”.
Omar Khadr aveva quindici anni quando nel 2002 fu ferito e
catturato dall’esercito americano nel nord dell’Afghanistan.
Dopo essere stato accusato di far parte di una cellula
operativa di Al-Qaeda gli fu attribuito l’omicidio di un
militare americano e il ferimento di un altro. Dapprima fu
rinchiuso fu nella base militare di Bagram dove fu sottoposto a
una prima lunga serie di interrogatori per poi essere
trasferito nel carcere di Guantanamo. Da allora Omar Khadr, che
ora ha ventun’anni, aspetta una sentenza che nel peggiore dei
casi lo vedra’ condannato al carcere a vita. Due settimane fa
il caso Khadr si era complicato quando la Corte Suprema del
Canada aveva accertato una violazione della Carta dei Diritti e
delle Liberta’ da parte di due agenti segreti canadesi che
avevano fornito agli Stati Uniti le registrazioni delle
interrogatori a cui era stato sottoposto Khadr un anno dopo la
sua cattura a Bagram.
Gli sviluppi del caso Khadr saranno probabilmente rilevanti
quando a fine mese la Corte Suprema americana dovra’ accertare
il reale rispetto dei diritti dei prigionieri detenuti a
Guantanamo e la legittimita’ delle Commissioni militari che
compongono le giurie del carcere dei talebani.


