Interessante discussione sul forum BBC Have Your Say, esempio di giornalismo diffuso in tempo reale
Archivio per la Categoria politica
Berlusconi’s feelings worldwide
Posted in politica con i tag BBC, berlusconi, elezioni, italia, politica on Aprile 15, 2008 by tonyElection Day 2008. Live blogging ed indicatori mediatici
Posted in politica con i tag copertura mediatica, elezioni, informazione, live blogging, telegiornale on Aprile 14, 2008 by tony
Mi sto divertendo a fare un pò di live blogging surfando on e offline tra i vari siti e tg che stanno seguendo queste ore di concitata conta dei voti, ecco quello che ho osservato, tra media e politica, curiosità e spie:
ore 19: Corriere.tv affida a SkyTG24 la lunga diretta elettorale (perchè?)
ore 20.00 circa: SkyTG24 è l’unico a mandare in diretta l’intero discorso di Walter Veltroni
ore 20.05 circa: TG1, in diretta Marco Frittella si lamenta con la regia per l’eccessiva velocità dei dati parziali al senato, non permettendogli il commento
ore 20.15: al TG1 Giordano bolla come “significativo” lo scarto del 3% rispetto all’affluenza registrata alle precedenti elezioni
ore 21.30: Porta a Porta, gaffe di Bruno Vespa sulla Lega: “l’8% è una roba, una roba…..”
ore 22: Porta a porta e Matrix staccano nello stesso istante per mandare la pubblicità
ore 22.04: a La7 Bossi si rifiuta di dare la mano al giornalista di turno a fine intervista
ore 22.20: Bossi commenta: non dite a Mentana che sono soddisfatto perchè lui e i suoi amici saranno delusi. Problemi tecnici per l’inviata, che deve sentire l’audio iin trasmissione mediante il telefonino
ore 22.25: Tremonti a Matrix: su 10 elettori che incontri in Veneto, 2 e mezzo hanno votato Lega
22.30: Porta a Porta: se la Sinistra antagonista non avrà una rappresentanza istituzionale sarà una grande perdita per la democrazia (ma la Sinistra l’Arcobaleno non è mica antagonista!)
22.31 Porta a Porta: Casini, “stavo assistendo all’allattamento di mio figlio a inizio trasmissione, non ho sentito l’intervento del Cavaliere
22.32: Porta a Porta: Fassino “Signor Vespa, sono 50 minuti che non mi fa parlare, devo andare a casa!
22.34: Le Iene, servizio sui mancati controlli dei telefonini prima dell’ingresso in cabina
22.36: Diliberto a Matrix..”dov’è finito il nostro elettorato? Bella domanda…
22.45: Maroni a Porta a Porta..”la lega ha triplicato i suoi elettori rispetto a due anni fa nonostante non abbia corso da sola”
Ora basta se no impazzisco.
A bientot
Democrazia digitale, una visione bella e impossibile
Posted in pensieri, politica con i tag democrazia, web, weinberger on Febbraio 28, 2008 by tony
Internet fa ai meccanismi della governance ciò che i computer in rete hanno fatto ai sistemi meccanici. Il fatto che i bit si muovono molto più facilmente della carta di fatto aumenta la reattività del governo. E il fatto che noi possiamo mettere le informazioni a disposizione dei cittadini piuttosto che insistere che i cittadini si procurino le informazioni significa che i cittadini sono favoriti. E significa anche che i governi possono risparmiare soldi, uno dei pochi valori universali.
Ma queste modifiche si applicano a tutte le forme di governo. Il contributo specifico della rete alla governance democratica si concretizza nel modo in cui i cittadini possono indirizzare il loro governo. I cittadini non possono indirizzare il governo se questo è una scatola nera a cui nessuno ha accesso, e ovviamente internet rende i governi più trasparenti. Non solo possiamo cliccare alla ricerca di notizie senza limiti, ma possiamo anche confrontarci con chiunque per comprendere quello che leggiamo. Possiamo farlo in maniera informale attraverso mailing list o blog, ma anche più formalmente con forum di discussione e wiki fatti apposta per discutere tematiche di governo.
Possiamo anche comunicare più facilmente al governo le nostre esigenze. L’esempio standard negli Stati Uniti è la possibilità di mandare un messaggio per segnalare un buco in una strada (è scoraggiante il fatto che questa possibilità non sia stata ancora istituzionalizzata). Ma questo si limita a sostituire una telefonata con un testo scritto. Molto più interessanti sono le nuove tecniche non disponibili prima di internet. Per esempio il “crowdsourcing” utilizza la piramide caratteristica della democrazia rappresentativa con grandi benefici. Il blog del Tpm ha chiesto a migliaia di lettori di leggere una piccola parte delle 3mila pagine di un documento pubblicato dal dipartimento Usa alla Giustizia nell’ambito di un’inchiesta su un possibile scandalo.
Ai lettori veniva chiesto di segnalare qualsiasi elemento sospetto trovassero nella montagna di dati. In una sola notte la folla (“crowd”) ha scovato elementi che un solo reporter avrebbe scoperto dopo giorni e giorni di lavoro. Di certo il crowdsourcing può avere effetti rischiosi: l’Amministrazione Bush a un certo punto ha incoraggiato i cittadini a segnalare «attività sospette» dei propri vicini, un tipo di crowdsourcing che rischiava di erodere la fiducia alla base della convivenza civile.
David Weinberger. Da Ilsole24ore.com
Milano da morire
Posted in pensieri, politica con i tag al gore, bit, giornalismo, milano, politica on Febbraio 21, 2008 by tony
Stamattina sono stato al Bit, la fiera internazionale del turismo di Milano. Dovevo essere presente ad alcuni eventi, e scriverne. Committente, il Comune di Milano. Qui sotto l’articolo che ne è uscito. Un pò me ne vergogno
Perchè stare a sentire le parole dei politici, le promesse e le buone intenzioni, lo sanno fare anche i sordi ormai. Metterli di fronte alla realtà, o meglio, tirargliela in faccia. Come dopo aver sentito parlare Tofoni, AD di ATM, la municipalizzata che gestisce i trasporti milanesi, mentre diceva che le corse della metro erano state potenziate.Già. Perchè non prende il 3 ogni mattina, fino al duomo, e poi in centrale con la linea gialla. Perchè non si capisce dove stanno andando i soldi dell’inutile ecopass. Perchè non si capisce chi vuole davvero la nuova fiera, con 3 grattacieli completamente decontestualizzati rispetto all’arredo urbano circostante, perdipiù riciclati, come quello di Isozaki, speculare ad un precedente progetto realizzato a Tokyo. L’Italia non è Dubai, e Milano, che potrebbe essere Madrid, diventa come Smirne, orrenda concorrente verso l’Expo del 2015. Addirittura con il beneplacito di Al Gore, discusso Nobel per la Pace che ha applaudito gli sforzi di Milano in termini di green tech. Tristezza
Sette simboli, sette enti pubblici e privati per un unico scopo: costruire il Sistema turistico della città di Milano. Comune, Camera di Commercio, Assolombarda, Atm, Fiera Milano, Sea e Unione del Commercio insieme nella giornata inaugurale di Bit, la Fiera internazionale del turismo, appuntamento di centrale importanza in vista della nomination all’Expo 2015. “C’è la necessità – ha spiegato l’assessore al Turismo del Comune di Milano Massimiliano Orsatti – di fare squadra e creare una sinergia fra pubblico e privato in grado di omogeneizzare i singoli progetti di sviluppo”. Il timing è quello proprio dello stile Milano: “Oggi facciamo l’annuncio ufficiale della nascita di questa partnership, in realtà però sono settimane che ci lavoriamo”, ha commentato l’ad di Atm, Francesco Tofoni, che ha tenuto a sottolineare come un’innovativa proposta turistica passi anche dal potenziamento del trasporto pubblico cittadino. Ora l’obiettivo è quello di proiettare l’immagine di una Milano aperta al turismo internazionale e per questo l’impegno della Camera di commercio, come ha annunciato la responsabile marketing territoriale Claudia Bugno, “è quello di costruire un portale d’accesso, che si chiamerà Investimilan, aperto agli investimenti per mettere in rete i vari operatori turistici del nostro territorio”. Un modello turistico, quello milanese, che seppur guarda principalmente al business, ha puntualizzato Reno Eder dell’Unione Commercio, “deve essere in grado di recuperare competitività tramite un’offerta più articolata, ponendosi sullo stesso livello dei competitor internazionali, come Francoforte, Lione, Vienna e Hannover”. Per Claudio Artisi, amministratore delegato Fiera Milano, “la scelta del polo fieristico da parte delle aziende extraeuropee avviene anche sulla base dell’offerta complessiva della città, per questo la collaborazione tra i diversi enti territoriali deve puntare al miglioramento di tutti gli aspetti relativi all’accoglienza”. Il valore aggiunto del nostro paese è la qualità della vita, dell’arte e del cibo. Ed è questo ciò che cerca chi viene in città. Insomma, l’obiettivo è attrarre a Milano anche gli amanti dell’arte e del gusto, con un occhio rivolto all’Expo.
Bush = 935 lies
Posted in MEDIA, politica con i tag bugie, bush, european journalism observatory, giornalismo on Febbraio 14, 2008 by tony
Oggi surfando tra i feed leggo sul sito dell’European Journalism Observatory, che cita il Center for Public Integrity, un organismo indipendente americano che si occupa di giornalismo investigativo e dell’etica nella pubblica amministrazione, analizzando i rapporti tra media e sfera pubblica. La ricerca dimostra come i media siano stati vittime dal 2001 ad una gigantesca campagna governativa di “Spin doctoring”: nei due anni successivi agli attacchi alle torri gemelle e al Pentagono, Bush e i suoi collaboratori avrebbero diffuso almeno 935 notizie false, in più di cento occasioni. Il dato interessante, al di là del numero esatto delle bugie che ci hanno raccontato i media in questi anni a proposito della politica americana, è che sono gli organismi di informazione stessi che, a differenza di quanto avvenne con Nixon e Johnson, non sono riusciti a creare un movimento di opinione tale da costringere Bush alle dimissioni. Nè tantomeno ha potuto la discussione sempre più accesa che ogni giorno avviene on line sulla politica americana e non solo. Che, come sostiene oggi Luca De Biase sulle pagine di Nòva, funziona solo in quanto “organizzazione di mutuo soccorso”, per far fronte alle carenze informative del sistema mainstream e, sopratutto, per conservare la memoria delle dichiarazioni e degli impegni dei politici, per favorirne la trasparenza. E’proprio in questo senso che secondo me va letta l’iniziativa di Beppe Grillo, che in italia ha coinvolto davvero parecchia gente, con la formula americanissima dei meetup. In attesa delle prossime mosse, leggetevi QUI il rapporto dell’EJO
Tsunami tuesday, un giochetto interessante
Posted in politica con i tag america elezioni liberal blog on Febbraio 5, 2008 by tony 
Volete sapere chi gioca meglio al Vip endorsement, il finanziamento alle star della politica da parte delle star di hollywood? Oppure semplicemente sapere le loro preferenze politiche? Il blog liberal Huffingtonpost propone questo giochetto: inserite i dati dei vostri parenti americani o dei vostri attori preferiti e vi dirà quale candidato stanno supportando. Violazione della privacy? No, secondo la legge americana i finanziamenti sono pubblici. Un passatempo dai risvolti interessanti, per farsi passare la sbornia da supermartedì, addirittura a pagina 2 del Corriere ella Sera di stamattina. E anche per sdrammatizzare una campagna che sta raggiungendo cifre paradossali, come i 582 milioni di dollari di finanziamenti complessivi raccolti finora da democratici e repubblicani, secondo la FEC
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User generated endorsement
Posted in politica con i tag endorsement, obama, user generated content on Gennaio 31, 2008 by tony 
Rete, relazioni, politica. Benvenuti a quello che è stato definito “the greatest show on the earth”. Ovvero, le elezioni americane. Dopo Ted Kennedy, zio di JFK, Obama riceve il primo endorsement user generated della storia internettiana 2.0.

Come diventare presidente degli Stati Uniti
Posted in politica, televisione con i tag america elezioni on Gennaio 11, 2008 by tonyL’american dream si basa sul concetto che ogni cittadino potrebbe un giorno diventare presidente. E’proprio cosi? Ecco in un breve filmato i requisiti essenziali per aspirare a diventare capo del mondo
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Sulla crisi energetica
Posted in politica, web on Dicembre 3, 2007 by tonylinko l’articolo del mio amico Gianluca Schinaia sulla crisi energetica. Cliccate QUI

L’Iraq a Milano: documentare la sopravvivenza
Posted in politica on Novembre 30, 2007 by tonyMILANO – Tredici film per raccontare piccoli gesti quotidiani di sopravvivenza a in Iraq. E’ ciò che si propone Offline Baghdad, il primo festival dedicato all’Iraq presentato in Italia. La rassegna, che si svolgerà dal 13 al 16 Dicembre allo Spazio8 di via Col di Lana 28, è organizzata dall’associazione culturale Offline Events in collaborazione con PeaceReporter. Si tratterà di parole e immagini dimenticate dell’Iraq odierno, raccontate dal punto di vista della popolazione. Le pellicole sono state girate tra il 2003 e il 2007 da un gruppo di registi, traduttori, giornalisti e fixer iracheni allo scopo di comunicare la frammentazione fisica e sociale della loro terra distrutta dal conflitto. Il cartellone prevede il debutto italiano delle piece di danza The Crying of My Mother e Bald Headed, oltre ad una decina di episodi di alcuni documentari distribuiti su YouTube, dal titolo Hometown Baghdad. La maggior parte delle opere sarà proiettata per la prima volta in Europa.

