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cronache finanziarie dal volto umano

Canti dai mobilifici

with one comment

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Non si vede molto ma come promesso embeddo l’invito che ho ricevuto da Fabio per ieri sera alla festa di autofinanziamento a favore del progetto editoriale “Canti dai Mobilifici“,antologia poetica da lui curata. La serata prevedeva l’intervento delle migliori band della scena underground milanese. Purtroppo non ho potuto partecipare causa esame odierno, ma molto presto vi racconterò con maggiori dettagli del progetto, direttamente dalle parole del protagonista. Fabietto è un mio compagno di corso che ha avuto una idea semplice ma geniale: un giorno durante le vacanze di pasqua ha aperto un blog per dare la possibilità a tutti di vedersi pubblicata la propria poesia. Una poesia al giorno, questo il motto del blog, cresciuto in pochissimo tempo fino a raggiungere il migliaio di contatti mensili e diventare un punto di riferimento per tutto ciò che riguarda la poesia in Italia. Fino a ieri.

Parlare di progetto editoriale a partire da un blog di soli tre mesi di vita è qualcosa che deve fare riflettere in profondità su come sta cambiando la comunicazione. Una lezione di democrazia che tutte le major televisive e cinematografiche dovrebbero tenere conto, anche perchè il successo del blog di Fabietto è solo l’ultimo esempio di una serie che si fa sempre piuù lunga!

Ma di questo parleremo direttamente con il protagonista nei prossimi giorni! Stay TUNED!!!

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Written by tony

giugno 21, 2007 a 3:55 pm

Pubblicato su ComunicAzione

Una Risposta

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  1. Troppo buono Tony,grazie per la sensibilità nei confronti del mondo poetico.E’ una merce realmente rara,grazie davvero.Sono d’accordo con te,la comunicazione sta cambiando,e a mio parere, di fronte agli indiscutibili vantaggi offerti dal web 2.0,sorge parallelamente la questione del “mercato dell’attenzione” in una semiosfera “alluvionata” da messaggi di ogni genere.La risposta,per quanto mi riguarda,è Qualità,Eleganza,Originalità.Questo è l’obiettivo di Budapest e le amanti,dare spazio agli utenti,tessere relazioni sempre più profonde,e nello stesso tempo cercare di offrire un piccolo spazio a versi coraggiosi che puntano al succo dell’esistenza.La poesia,che è per natura “pesante”,che richiede tempo,metabolizzazione,che non può essere letta “en passant” sembra essere in netta contraddizione con la nostra cultura fluida,leggera ed iperinflazionata, esigente di sempre più velocità,più movimenti psichici.Da qui il mio blog,un ossimoro nella Rete,e il volume “Canti dai Mobilifici”,un ossimoro in Brianza,terra di lavoro animalesco,chiusura e Cayenne.
    Allego la prefazione al libro scritta da uno degli autori che ho radunato per il progetto,il brillante Lorenzo Balducci:
    ” Un fantasma si aggira per Milano.
    Questo fantasma è la Brianza.
    Beh, l’importante è saperlo…
    Riconoscere un appartenente a questa che non è una razza (del resto solo due degli autori presenti in questa antologia sono brianzoli purosangue) ma una falange armata, non è particolarmente complesso.
    In primo luogo osservate la camminata. I Brianzoli rimbalzano.
    Molte ipotesi sono state proposte per spiegare questa curiosa peculiarità: le origini rustiche, la necessità di spostarsi quasi unicamente a piedi in terre tormentate, i tendini corti, l’alcool…
    Molto probabilmente l’alcool.
    Del resto il brianzolo beve, beve molto.
    Non è certo l’unico, lo sappiamo, ma il brianzolo beve in modo diverso: beve di più.
    Nella sua villica gola si rovesciano (in entrambe le direzioni) i destini di negroni, campari col bianco, birra, vino, gin, con la tonica o il limone, in un ordine che generalmente è molto simile a questo che è però solo uno scarno campionario degli intossicanti cui il brianzolo è aduso.
    Egli poi, segno di viva schizofrenia, conduce vita duplice, i cui aspetti esistono in realtà del tutto scollegate: di giorno si presenta come fervido lavoratore, pilastro della società, e chiuso nelle segherie, nei mobilifici, nelle redazioni e negli uffici alacremente si guadagna il pane; di notte invece, novello mr. Hyde, tutti i guadagni di una giornata onesta si perdono, in vagabondaggi etilici e criminosi che sembrano non puntare ad
    alcunché di concreto e sano.
    L’importante è saperlo.
    E noi qui di una sottorazza ancora più perniciosa stiamo parlando, di un manipolo (ma non sperate che il loro numero sia così ridotto!) di individui che vita triplice, conducono!
    Lavorano, sì, si abbrutiscono, certo, ma di tanto in tanto persi in qualche sogno sicuramente originato dai veleni di cui si rimpinzano, si isolano, sudano abbondantemente, e scrivono.
    Ma anche per costoro esistono indizi che possono aiutare le persone di onesti sentimenti ad individuarli ed evitarli con cautela.
    Li potete trovare al bar, loro luogo di elezione, a notte alta (che non gli serve mai da ispirazione, ma da cornice, e molto spesso compagna), in piedi vicino alla porta.
    Sono pronti ad uscire.
    Forse soltanto perché fuori si può fumare.
    Ma escono, per entrare in quel loro personale ridicolo mondo dal quale traggono i loro bizzarri sogni, fatti di viaggi mai fatti, amori mai avuti o mai persi, apocalissi, e quella misteriosa sensazione senza nome che non è riso e non è pianto e dalla quale non sanno uscire, perché pensano sia troppo facile chiamarla solo “malinconia”.
    E vino.
    Questi individui riescono persino a scrivere di alcool, ne motivano le loro parole stesse, ubriacando la carta e la penna.
    Terribile!
    E tutto questo poi, per vie frequentemente traverse, lo afferrano e lo mostrano al mondo.
    Fieri, come bimbi col vasino pieno.
    Un fantasma si aggira per l’Europa, e questo fantasma è la Brianza, i suoi poeti e i suoi peccati. Ricordatevene!
    L’importante è saperlo”.

    Mi scuso con i lettori per la lunghezza del mio commento,e ringrazio Tony per lo spazio concessomi e per il suo splendido Journalize!E’ un grande blog perchè intelligente e profondo.Aiutiamolo a crescere,pubblicizziamo la qualità.
    Fabio

    Fabio

    giugno 22, 2007 at 1:31 pm


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