Journalize!

cronache finanziarie dal volto umano

Una nuova avventura, stavolta offline. Anche grazie a questo blog

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Si, perché credo sia il caso di essere un minimo onesti. Questo blog nasce nel maggio del 2007 al solo scopo di permettermi di scrivere qualsiasi notizia nel web suscitasse il mio interesse, in una forma spontanea. Non viziata dall’agenda mediatica né tantomeno da interessi terzi ed estranei rispetto alla semplice curiosità. E al contempo come spazio libero dove i miei amici e conoscenti avrebbero potuto condividere informazioni ed approfondire tematiche di loro interesse. Senza specializzazione, senza target. Attraverso una gerarchia delle notizie assolutamente informale ed autoreferenziale. Ora sono passati due anni, e sono diventato giornalista professionista. Dall’altra parte della barricata.  E in questi due anni ho capito l’importanza  di essere capaci di leggere la realtà e darle una forma comprensibile, utile e capace di suscitare l’attenzione del lettore. Ho capito anche la centralità della specializzazione per un giornalista. Nel mio caso, l’economia e la finanza. Ma non mi permetterei mai di rinnegare l’esperienza di Journalize!, anche per rispetto nei confronti di quei 20 lettori che ogni giorno ci finiscono sopra attraverso chissà quali rotte telematiche e che, la mia speranza è in fondo questa, siano riusciti a cavarci qualcosa di interessante. Ora il tempo a mia disposizione per scrivere su questo blog si è assottigliato sempre di più. Ma sarei stato maleducato ad andarmene senza salutare. Da qualche tempo collaboro con Il Riformista, e con alcuni ex compagni di corso ho fondato un piccola ma agguerrita agenzia. Da oggi in poi mi trovate qui: http://www.fpsmedia.it e sui soliti social network. Vorrei concludere con una riflessione frutto dell’esperienza di questi anni: i media tradizionali non saranno mai sostituiti dai blog, ma l’influenza di un blog sulla morfologia e anche sulla grammatica delle notizie che leggiamo, ascoltiamo o guardiamo tutti i giorni è infinitamente più profonda di quello che si pensi. Fare giornalismo oggi è impossibile senza i blog, prescindendo da questa espressione libera ma organizzata dei punti di vista più disparati sugli eventi che ci circondano. Come operatore dell’informazione e non semplice spettatore, posso solo essere testimone di quanto siano importanti nel mio lavoro quotidiano. I blog, inoltre, svolgono la funzione di memoria storica del web, andando a isolare e a dare la terza dimensione alle notizie che vengono isolate dal flusso che ci accompagna quotidianamente. Creando un dibattito libero, seppure per un pubblico che spesso è numericamente irrisorio. Quindi, grazie ai blog, continuerete ad essere il miglior strumento di aggiornamento e lettura che un giornalista possa avere per poter dare profondità e prospettiva alla notizia. Per dare ai media un volto “umano”.

Vi lascio con il primo post che ho pubblicato. Journalize! comunque rimarrà attivo, sopratutto come spazio dove potrete scrivermi e segnalarmi i miei eventuali errori. Perché, come afferma Dan Gillmor nel suo libro fondamentale “We, the media”, “i lettori ne sapranno sempre più di te”.

15/5/2007

Il valore di una notizia è relativo, come la sua temporalità. Specialmente di questi tempi ipertecnologici in cui tutto è visibile, videoregistrabile. I media tradizionali vengono superati nel racconto degli eventi in velocità e distribuzione grazie a videocamere da poche centinaia di euro, da fotocamere ormai standard nei cellulari, dalla pubblicazione immediata sul web di contributi ad opera di gente comune.

Nel frattempo, la comunicazione istituzionale perde audience. Le stime parlano di un milione di telespettatori in meno sulla televisione generalista italiana, dai 27 milioni e 15 mila del 2006 ai 25 milioni 922 mila di quest’anno. In America, i dati complessivi delle quattro maggiori emittenti, Abc, Cbs, Fox e Nbc segnano una perdita di 2,5 milioni di telespettatori negli ultimi due mesi rispetto allo stesso periodo del 2006.

Al contrario, grazie allo sviluppo di piattaforme che facilitano la pubblicazione e la condivisione di contenuti on line, di cui YouTube e MySpace sono solo la punta dell’iceberg, gli utenti internet hanno iniziato a raccontare e raccontarsi per immagini, condividendole con i propri amici e conoscenti. Il fenomeno numericamente è impressionante: secondo ComScore, il picco è stato registrato a luglio del 2006, quando un pubblico globale di 106 milioni di persone ha condiviso oltre 7 miliardi di video.

Parallelamente, un altro movimento, figlio di Telestreet e IndyMedia, si sta diffondendo on line: si tratta del citizen journalism, il giornalismo fatto dai cittadini per i cittadini, di cui Current tv in America e The Blog tv in Italia rappresentano alcuni degli esperimenti più interessanti. Tentativi di riallacciare la comunicazione alla vita quotidiana dell’uomo della strada, senza la mediazione di inevitabili interessi politici ed economici.

Alla luce di tutto questo, ho pensato di partecipare al movimento con un blog, per parlare e condividere notizie che mi colpiscono, che ritengo importanti, per essere maggiormente informato e per informare chi avrà la pazienza di leggermi, ma soprattutto per offrire una piattaforma in cui anche i miei amici, questa la speranza, possano pubblicare e condividere qualsiasi tipo di informazioni che ritengono degne di nota.

Per questo nasce Journalize, che in inglese arcaico suona come “registrare in un giornale”. Per riprendere il percorso fatto con i Giornalisti d’Asfalto, con la convinzione che venire a sapere le cose per ultimi talvolta sia un bene, per dare un valore più profondo alla comunicazione, pescando nel flusso della realtà dentro e fuori i media. Aggiungendo, paradossalmente, al flusso dell’informazione tradizionale altra informazione. Questo blog vuole essere una personale rassegna stampa, un canale di comunicazione dal volto umano: il mio, il vostro.

Enjoy!

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Written by tony

dicembre 4, 2009 a 10:16 pm

Pubblicato su ComunicAzione

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