Journalize!

cronache finanziarie dal volto umano

Il gotha intellettuale del centrodestra commenta la manovra

leave a comment »

Questa settimana ho raccolto alcune testimonianze sulla manovra e la finanza pubblica. Premessa: alcuni personaggi mi hanno raccontato cose molto interessanti, altri hanno assunto posizioni poco condivisibili: ho registrato tutti i pareri con la massima obiettività possibile. Tuttavia, quando c’è di mezzo la politica, essere onesti e super partes è ancora più difficile. Scrivetemi le vostre critiche, se vi sono sembrato zerbino, militante, o peggio ancora ignorante. Di buono c’è che finalmente sono tornato sulle pagine del Riformista, dopo tre settimane davvero complicate.

Invito tutti gli amici del progetto FpS Media a dare un’occhiata al nuovo sito. Fatemi sapere se vi piace e sopratutto dove andrebbe migliorato!

Da Il Riformista 25 maggio 2010

Un segnale importante per i mercati, una misura transitoria per i conti pubblici. Sembra questo il giudizio di giornali, blog e forum del centrodestra sulla manovra finanziaria che con ogni probabilità verrà discussa domani in Consiglio dei ministri. Ieri il direttore del Giornale, Vittorio Feltri, ha chiesto al Governo maggiore coraggio, intervenendo su pensioni e sanità, due temi – e qui il coro è unanime – che da sempre gli esecutivi tendono ad affrontare con fatica. Numerose voci, seppure riconoscendo a Tremonti il merito di essere riuscito in quindici giorni a strutturare un pacchetto di misure che dovrebbero confermare la credibilità internazionale delle emissioni obbligazionarie nazionali, lamentano il rischio di uno stanziamento di fondi pro federalismo fiscale. Altri, come l’aggregatore di blog di destra Toqueville, ospitano numerosi post in cui si sottolinea il carattere emergenziale degli interventi voluti dal titolare di via XX Settembre. Insomma, niente riforme strutturali, ma tagli orizzontali e indifferenziati su alcune voci di spesa pubblica, tra cui il congelamento triennale dei salari pubblici, per recuperare in fretta 24 miliardi di euro. Tuttavia, come sottolinea l’economista Marco Fortis, «la ripresa della domanda sarà più difficile se tutti i contribuenti saranno strozzati dal debito privato che è stato riversato sui conti pubblici». Una situazione, spiega il vicepresidente della Fondazione Edison, comune a tutta Europa. Per Oscar Giannino, acuto osservatore delle dinamiche finanziarie del centrodestra, «Negli ultimi 8 anni la spesa corrente, centrale e periferica, è sempre cresciuta, seppure in percentuali differenti». L’impressione dell’editorialista di Panorama, dunque, è che «sarebbe più conveniente puntare ad interventi che elevino l’adesione spontanea alle richieste contributive dello Stato»: sulla lotta all’evasione fiscale, dice Giannino, va dato merito a Tremonti di essere consapevole più dei suoi colleghi di Governo del fenomeno dell’economia sommersa italiana.

L’idea della riduzione della pressione fiscale in un’ottica pro crescita si trova al centro dell’editoriale di oggi del Foglio. Il quotidiano diretto da Giuliano Ferrara, che ospita le osservazioni dell’economista Francesco Forte, torna sulla questione della riforma di pensioni e sanità. «Non mettendo mano a pensioni e sanità non si toccano le dinamiche di lungo periodo del nostro Stato sociale», nota Alberto Mingardi, direttore dell’Istituto Bruno Leoni, think thank liberale. «La manovra», riflette Mingardi,  «è stata approntata con la fretta di rassicurare i mercati, ma ci sono alcune questioni di cui si parla molto ma che rimangono irrisolte, come l’esternalizzazione di alcune funzioni in seno alla Pa».

La critica che, probabilmente, farebbe meno piacere a Tremonti, viene da Mario Seminerio, economista e gestore del blog Phastidio.net, il quale osserva una linea di continuità delle attuali proposte con l’azione politica dell’ex viceministro dell’economia Vincenzo Visco. «La fattura telematica per importi superiori a 3mila euro, o l’abbassamento a 5mila euro della soglia europea per la tracciabilità dei contanti, probabilmente serviranno a Tremonti per accreditarsi agli occhi dei sindacati». Tuttavia, dice Seminerio, «ciò crea un problema di immagine per una coalizione che ha rivendicato un ruolo di liberalismo fiscale». D’altronde, sottolinea Fortis, «la serverità è un tratto comune a tutte e quattro le scorse finanziarie».

Una levata di scudi quasi unanime, all’interno del cotè culturale di centrodestra, arriva anche sul piano dei tagli orizzontali del 10 per cento che investono tutti i ministeri. Azione che, per Mingardi, rientra nella categoria «handle with care», ovvero «da maneggiare con cura». Il rischio, dice il numero uno di Ibl, è di «disincentivare quella parte della Pa che funziona al meglio, senza invece legare i risultati alle performance». Alla fine, spiega Seminerio, «si tratta di un grosso rinvio delle voci di spesa pubblica». Il che, se le indiscrezioni che circolano sul testo saranno confermate, per l’intellighenzia del centro destra sarà un buon segnale per i mercati, ma un’occasione mancata per i cittadini.

Annunci

Written by tony

maggio 29, 2010 a 4:24 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: