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cronache finanziarie dal volto umano

Le commedie aiutano gli investimenti

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Ti piace Eddie Murphy? I tuoi investimenti sono al sicuro. Spesso il grande schermo ha rielaborato storie tratte dal mondo del business, la classica dimostrazione è il successo planetario dell’avido Gordon Gekko – Michael Douglas: l’uscita in Italia del sequel di Wall Street è ormai imminente. Molto meno battuta, invece, la correlazione inversa: il cinema ha un effetto tangibile sulle decisioni degli operatori? Oppure il buio in sala serve solo a purificarsi catarticamente da decisioni troppo avventate?

Gabriele Lepori, ricercatore originario di Busto Arsizio finito alla Copenhagen business school, dopo un dottorato all’Università del Michigan, ha provato a rispondere con un paper dal prosaico titolo: “Buon umore, attitudine al rischio e decisioni d’investimento: una dimostrazione sul campo basata sulla visione abituale di film comici in Usa”. La tesi: gli investitori utilizzano il weekend per riflettere sulle operazioni di trading più rischiose che li aspettano il lunedì successivo. Se si gusteranno una pellicola leggera, opteranno per scelte più oculate. Per dimostrarla, Lepori si è studiato tutte le uscite cinematografiche americane degli ultimi 15 anni, estrapolandone la percentuale di film divertenti e dei relativi spettatori, per poi confrontarle con i rendimenti azionari aggregati degli indici S&P 500, Dow Jones Industrial, Nyse e Nasdaq Composite, dal primo dicembre ‘94 allo scorso maggio. “I dati di laboratorio evidenziano una correlazione tra stato emozionale del soggetto e propensione al rischio”, spiega lo studioso, “ mentre la mia ricerca si basa su variabili reali, e dimostra che la visione di film comici provoca una variazione nella domanda di asset rischiosi”. “Di conseguenza”, continua Lepori, “un aumento di spettatori amanti delle commedie determina una diminuzione dei rendimenti azionari il lunedì mattina”. Attenzione, però: una notizia economica negativa appresa nel fine settimana potrebbe influenzare la scelta di un film da ridere, cambiando così la variabile di riferimento. Una distorsione eliminata attraverso un complesso calcolo econometrico.

La correlazione, tuttavia, non riguarda soltanto le commedie. Lepori cita uno studio di Alex Edmands, della Pennsylvania University, legato al rettangolo verde: se una nazionale di calcio perde, il listino principale del Paese va in rosso. Lasciando agli economisti la spiegazione del perché, lo scorso 25 giugno – giorno dopo la debacle contro la Slovacchia – il Ftse Mib abbia ceduto il 2 per cento, il suggerimento è: prima di acquistare bond irlandesi, guardatevi l’ultimo film comico.

Il Foglio 15 ottobre 2010

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Written by tony

ottobre 19, 2010 a 12:24 pm

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