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L’oracolo di Omaha scommette sui motori green in Cina

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«Per me è una scelta giusta». Sono bastate queste parole, pronunciate l’altroieri notte da Warren
Buffett, per risollevare le sorti borsistiche della Byd, acronimo per «Build your dreams», rampante
azienda sul futuribile mercato cinese dei motori elettrici. L’ottuagenario titolare della Berkshire
Hathaway – terzo uomo più ricco del mondo stando alla classifica di Forbes pubblicata la scorsa
settimana – si trova nel Celeste Impero per un fitto tour promozionale di tre giorni e mezzo che
prevede, tra l’altro, l’attesa cena per super ricchi organizzata con l’amico Bill Gates, che nella
suddetta classifica lo precede al secondo posto, dietro al magnate messicano Carlos Slim, per
convincere i multimilionari dagli occhi a mandorla a versare in beneficienza qualche milione dei
loro yuan.
Per il produttore di Shenzen, città industriale non troppo lontana da Hong Kong, finora il 2010 è
stato un anno piuttosto difficile, sia sul piano industriale che finanziario: vendite in calo del 25 per
cento anno su anno ad agosto scorso – da 800 a 600mila veicoli – e valore borsistico in diminuzione
del 20 per cento da inizio anno. Una crisi, come spiega a Bloomberg Tv Klaus Paur, consulente
per l’Asia di Tns Research International, «La reputazione della società è stata costruita sulla
promessa che sarebbero divenuti leader nella progettazione di motori green, obiettivo mancato per
il semplice fatto che a oggi non è possibile trovare in commercio alcun veicolo ibrido della Byd».
L’effetto della presa di posizione di Buffett è stato immediato: più 3,6 per cento in apertura di
seduta, per poi virare in rosso a meno 1,3 per cento per un valore di 59 dollari di Hong Kong, circa
5,6 euro, in un contesto comunque negativo, con l’indice Hang Seng che ha chiuso perdendo un
punto percentuale. Un’altalena che non preoccupa particolarmente l’oracolo di Omaha, che si è
detto onorato di investire in «un’azienda giovane e promettente, leader nell’innovazione e nella
tecnologia». Come dargli torto: Berkshire Hathaway entrò nel 2008 nel capitale di Byd con una
quota del 10 per cento e un investimento pari a 230 milioni di dollari. Quota che oggi ne vale 1,7
miliardi.
Se è presto per stabilire ancora una volta l’infallibilità di Buffett, una cosa è certa: per i ricercatori
di Tns, entro il 2020 la quota di mercato delle auto ibride nel gigante asiatico salirà fino al 20
per cento del totale. «Lo sviluppo di un mercato per i veicoli green si scontra con un problema
banale: in Cina mancano i garage per ricaricarne le batterie», nota Alberto Forchielli, presidente di
Osservatorio Asia, che specifica: «tecnologicamente Byd era pronta un anno fa, ma sta scontando
un ritardo nell’avvio di programmi specifici, da parte delle autorità locali, per incentivarne
l’acquisto». Lo scorso giugno, la Repubblica Popolare aveva lanciato un programma sperimentale
di sostegno in cinque città, tra cui Pechino, Shanghai e Shenzen, che prevedeva un rimborso
governativo di 442 dollari per l’acquisto di un veicolo ibrido dalla cilindrata non superiore a 1,6
cc. Secondo alcune stime del think thank ClimateAction, le autorità del Celeste Impero
spenderanno un totale di 1,8 milioni di dollari entro il 2012 in aiuti green appannaggio dei clienti,
mentre non è chiara l’entità del supporto alla rete dei rivenditori. Dal canto suo, il Dipartimento per
lo sviluppo e le riforme prevede, sempre tra due anni, che i veicoli puliti in circolazione saranno
4 milioni. «Un’altra barriera da abbattere riguarda il costo della benzina, sensibilmente inferiore
rispetto all’Italia», sostiene Forchielli, che spiega: «la storia di Byd è emblematica: prima si
occupava soltanto della produzione di batterie, successivamente è passata alla vendita di auto a
benzina, per poi svoltare verso i motori ibridi, dove, tuttavia, sconta la concorrenza internazionale
di Tesla, Nissan e Toyota, che hanno iniziato a guardare con molto interesse alla Cina». E
viceversa: dopo la recente visita asiatica del governatore della California Arnold Schwarzenegger,
Byd sarebbe pronta a esportare i propri gioielli nella West Coast.

Il Riformista 29 settembre 2010

Written by tony

settembre 29, 2010 at 12:09 pm