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Intervista a Durante (Fiom) guardando a Fabbrica Italia

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Dopo l’episodio di Treviglio, ieri si sono aggiunti i fatti di Livorno, quando al termine di una
manifestazione organizzata dalle tute blu della Cgil, una sessantina di facinorosi ha lanciato uova
e sassi contro la sede della Cisl locale, intonando cori diffamatori e insulti. Atteggiamenti bollati
come «non consoni al clima che stiamo vivendo» da Fausto Durante, leader dell’ala riformista della
Fiom, che aggiunge: «se Federmeccanica va avanti nonostante gli scioperi, ci sarà una ragione, e su
questa la Fiom si deve interrogare».
Il 5 ottobre parteciperete al tavolo su Fabbrica Italia, come sarà il clima alla luce delle
provocazioni di Livorno e Treviglio? Marchionne oggi (ieri, ndr) si professava ottimista.

Penso che lanciare uova non sia consono ad una situazione grave come quella che stiamo vivendo
e ad una cultura e attitudine come quella della Fiom, sono errori che possono diminuire il consenso
sulle nostre posizioni, danneggiando la nostra immagine. Gli episodi di Treviglio e Livorno
derivano dalla rabbia per accordi e deroghe firmate sulle spalle dei lavoratori, senza fare assemblee
né chiedere un mandato. Per noi, l’esclusione della Fiom è un gesto di rottura che ha creato
esasperazione, che però va incanalata in comportamenti costruttivi. Su Fabbrica Italia confermiamo
che, se Marchionne vuole realizzare questo progetto senza mettere in discussione diritti e tutele
di carattere legislativo e costituzionale, siamo disponibili a partecipare, a fare 18 turni come a
Pomigliano. Con le forme di gestibilità dell’orario che già oggi il contratto nazionale mette a
disposizione, la Fiat è assolutamente in grado di raggiungere gli obiettivi produttivi prefissati.
Il segretario regionale della Fiom torinese, Giorgio Airaudo, intervenendo oggi (ieri,
ndr) sul caso di Pino Capozzi – il sindacalista Fiom di Mirafiori licenziato dalla Fiat per aver
utilizzato la mail aziendale a scopo sindacale – ha detto che si tratta di «una delle tante cause
che la Fiat ha disseminato per l’Italia». Vi sentite perseguitati?

È del tutto evidente che la Fiat sta assumendo un atteggiamento intimidatorio nei confronti della
Fiom, ma questo è funzionale alla filosofia di Marchionne, che ha in testa solo il sindacato che
gli dice di sì, chi ha un’opinione diversa diventa un nemico da abbattere, e questo dimostra
l’accanimento nei confronti dei delegati della Fiom, con l’aumento di provvedimenti disciplinari.
Intanto la discussione sulle deroghe con Federmeccanica va avanti. Addirittura si è
scomodato il Financial Times, chiedendovi di essere più realisti nel caso Fiat, dicendo che non
siete consapevoli della vostra debolezza. Come risponde?

Quello che sta accadendo nel settore metalmeccanico è assolutamente anomalo e peculiare, senza
pari negli altri settori, dove la Cgil siede ai tavoli e si rinnovano i contratti nazionali con la firma
della Cgil, e non si parla di deroghe o contratti separati. Se Federmeccanica va avanti nonostante
tutti gli scioperi, forse ci sarà una ragione, e su questa ragione anche la Fiom è chiamata ad
interrogarsi.
Quando un sindacato con una storia così forte come la Fiom parla di «rinnovamento delle
relazioni industriali», cosa intende esattamente?

La mia opinione personale, anche se purtroppo rappresento una corrente minoritaria, è questa: un
Paese industrializzato come l’Italia, se ha un sistema imploso, perde uno degli elementi della sua
competitività, un Paese in cui c’è precarietà confusa con flessibilità perderà produttività, un Paese
con un contratto che deperisce a suon di deroghe perderà ancora competitività. Marchionne non
può pensare al sindacato come un punching – ball, ma ad una controparte con cui discutere un
contratto meno pesante e prescrittivo, avvicinandolo alle esigenze dei lavoratori e del territorio.

Il Riformista 2 ottobre 2010

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Written by tony

ottobre 2, 2010 at 12:13 pm